venerdì 28 dicembre 2012

I RACCONTI DI VENER dì - Andrea Antonini





Verso casa

Autore: Andrea Antonini

Ancora un po’ e sarò a casa. Già da un po’ il paesaggio che mi si fa incontro, curva dopo curva, mi è caro; le mie colline sono proprio di fronte a me adesso, sono queste le strade della mia infanzia, della scuola, della mia vita.
Non ricordo di averle mai percorse con questa serenità: d’altronde me ne sono andato proprio per questo motivo. Forse. Sono passati così tanti anni che non ricordo neanche perché sono andato via. Bugiardo.
Dal finestrino vedo sbiadito il riflesso del mio tenue sorriso. Adesso posso confermare con assoluta certezza che tutto quello che in questi anni qualsiasi anima sbadata, che ho incontrato per questa terra, mi abbia detto sia vera: “Non c’è niente di più bello che ritornare indietro, farsi vivo con le persone e i posti che ormai ti avevano perso. Niente paura però, se quella da cui fai ritorno è la tua gente, se quelli che vedi davanti a te sono i posti della tua infanzia, nessuno ti avrà dimenticato”.
L’ultima volta che ho parlato con mia madre stavo raccogliendo le ultime cose dalla mia camera, ricordo che nella sua voce non sentii nessuna speranza, sembrava aver capito che ormai non sarei più ritornato.
Non volli dirgli niente, avevo già programmato il mio grande rientro e non volevo rompere l’incantesimo. Sono stato sempre un grande ammiratore dei finali a effetto, carichi di forti emozioni e adesso avevo l’occasione di farne uno per davvero.
Sto tornando così a casa. Sono felice? Non lo so, in tutti questi anni ho provato talmente tante emozioni diverse che non so veramente cosa mi sia rimasto adesso. Di certo ho vissuto, in un modo tutto mio, ma ho vissuto. Certo avrei potuto prendere tante altre vie, sarei potuto stare più con la mia famiglia, i miei amici; al contrario invece sono scappato, ma adesso ritorno non da una fuga ma da una parte di vita. Se penso a quanto mi sono perso andando via, a quanto ho trovato partendo, lo stomaco si riempie. Una vita non basta, è così tremendo e bello allo stesso tempo sapere che tutto finirà; chissà quante altre volte mi sarà concesso di provare queste cose. La certezza è adesso.
Dal basso spunta la consapevolezza che durerà poco, una volta tornato, tutto tornerà alla normalità. Ma adesso no, questo è il mio momento.
Eccoci all’ultima curva, sono proprio davanti alla strada, gli alberi sono ancora li, immersi nella grande polvere. Faccio gli ultimi passi prima del cancello con una trepidazione inattesa. Ho paura di sprecare questo momento. Poi all’improvviso eccoli li, tutti riuniti allo stesso tavolo, sotto la grande quercia; non potevo chiedere di meglio. Vedo le facce che una alla volta puntano verso di me, alla fine uno si alza in piedi, mi fissa da lontano, non c’è dubbio: è mio padre.
Con eroica disinvoltura tiro fuori dalla tasca le vecchie chiavi di casa, apro il cancelletto di ferro, un po’ più arrugginito dall’ultima volta, e sicuro mi faccio avanti.
In questo momento capisco che sotto questi capelli, adesso un po’ più folti e disordinati, sotto questa nuova barba, c’e ancora il ragazzo che se n’è andato anni prima. Certo un po’ cambiato, ma l’aria di casa coglie e tira fuori sempre la tua stessa essenza.
Arrivato di fronte il tavolo appoggio il sacco per terra, stanno tutti ancora guardandomi cercando di trovare le parole, non posso credere di averli tutti davanti. Tutto è forse diverso ma niente è davvero cambiato. Una smorfia di sorriso passa per la bocca di tutti, è ora il mio momento, il mio grande finale è arrivato. Troverò ancora un tale trionfo. Poco importa adesso, sorrido e saluto mia madre.
Giù il sipario.

Per contattare l’autore: andrea.antonin@gmail.com


Andrea Antonini è uno scrittore che sa dipingere con le parole: brevi pennellate che descrivono minuziosamente un evento per il quale potrebbero bastare poche parole, apparentemente. E invece è denso di emozioni trattenute e manifeste, perdi più in evoluzione mentre i passi avvicinano il protagonista alla meta.
Ad ogni passo c’è una considerazione, un’emozione, un ricordo, in un intreccio che svela la realtà della vita nella sua piacevolezza ma anche nella sua durezza. Non è un ritorno a casa facile, questo, né il tutto si conclude con l’irreale “e tutti vissero felici e contenti”. C’è vita a piene mani, n questo racconto, vita aperta alla speranza.
Andrea Antonini descrive abilmente un ritorno dalle mille sfumature che sorprende chi accoglie ma in parte anche il protagonista: “l’aria di casa” offre l’insostituibile conforto della certezza, riconosciuto come tale quando non odiato come gabbia soffocante.
È tutto questo, il racconto, e altro ancora, da scoprire tra le righe ma anche in se stessi.



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