venerdì 22 febbraio 2013

I RACCONTI DI VENER dì - Monica Fiorentino





Rebecca l’allodola bianca

Autrice: Monica Fiorentino

C’era una volta una giovane allodola dal manto bianco e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Rebecca.
Dal becco curioso, fiera e caparbia, schiva nei modi, freddi e pungenti, storpia di un’ala, l’uccello viveva muovendosi goffamente da un luogo all’altro della steppa perennemente fuori dal proprio stormo, sfuggente e solitaria.
Modi i suoi che aveva acquisito quando ancora piccina, era finita col cadere in una trappola posta alle radici di una quercia, ben nascosta sotto un cumulo di foglie, perdendo per sempre l’uso di una delle ali; trasformandosi in una creatura claudicante e malferma, dall’andatura ridicola e grottesca, di colpo più un peso che un sostegno per gli altri fratelli, il cui volo non era mai più riuscita a seguire allo stesso modo, preferendo tirarsi in disparte senza causare danni, costretta dal suo handicap a piccoli tragitti e soste piuttosto frequenti.
Definita sin da subito per questo suo difetto col nome di diverso, imparando ben presto a fare da sola, sentendo nel proprio cuore il disagio dinanzi a quegli occhi indagatori, che senza mezze misure sottolineavano la sua differenza mal sopportandola, plasmando dentro di sé un carattere scontroso e taciturno.
E rifugiandosi nella solitudine delle rocce, l’allodola, chiusa nel suo mutismo, non aveva altra gioia che quella di riempirsi dei colori del creato sanando così la sua anima ferita, senza permettere ad alcuno di avvicinarsi.
Nemmeno al dolce Tiziano, pettirosso dagli occhi d’ambra, che tante volte aveva cercato di rivolgerle la parola, ricevendo per tutta risposta solo il frastuono indispettito della sua unica ala sana a farlo allontanare, a dimostrazione di quanto lei fosse desiderosa di starsene da sola, senza arrecare disturbo a nessuno.
Ma una notte mentre era intenta a vagare in cerca di cibo, udendo degli spari fendere l’aria, il cuore di Rebecca trasalì di botto.
“Sono i cacciatori!” udì la voce del pettirosso affiancarsi di colpo “E sono anche molto vicini!” le fu subito accanto, fiutato il pericolo “Corri! Vieni con me! Conosco una grotta qui vicino, lì saremo al sicuro!” la esortò.
Ma lei furiosa gli trillò contro “Vai tu! Io ci impiegherei troppo tempo e rischierei di far catturare anche te!”
Ma puntando le zampette, ad ali serrate, lui fu irremovibile “Non senza di te!”
Stravolta a quella reazione, lei frullò le piume con ferocia “Ma se ci catturano, tu morirai!”
Raspando il suolo con le unghie lui annuì convinto“Lo so!”
Balzando di colpo a quelle parole, Rebecca, adoperando tutta la sua forza cercò di drizzare il volo, aprendo la sua ala sana, spiegandola per intero “Ti seguo!”
Ed insieme presero ad arrancare per la Foresta, di ramo in ramo, fronda in fronda, mentre gli spari li inseguivano, e Tiziano risoluto teneva costante il suo volo, senza perdere  di vista un attimo la compagna, muovendosi al suo stesso ritmo, facendosi strada lungo l’impervio percorso, fermandosi a tratti a tirarla una spanna più su, fino a raggiungere insieme il profondo della grotta, col cuore a mille.
“Grazie!” sussurrò a lui nel buio, l’allodola sfinita, e il pettirosso accoccolandosi sotto il suo fiato annaspò di un unico respiro “Ce l’abbiamo fatta!”
I due restarono per tutta la notte nella caverna al sicuro, stretti l’uno all’altra, e al far dell’alba non si separarono mai più.


Monica Fiorentino ci regala una piccola favola moderna dai toni delicati, anche se gli argomenti che affronta (la solitudine del “diverso”, la violenza gratuita) sono tutt’altro che semplici. «Rebecca l’allodola bianca» è una storia edificante che però non cede alla banalità delle frasi fatte; al contrario, ci invita a saper guardare al grande valore della “piccola” quotidianità, perchè solo in essa è possibile un reale riscatto dal dolore altrimenti impensabile. Il pettirosso non è “il cavaliere senza macchia e senza paura” di improbabili favole, ma una figura reale, concreta, che va oltre il dolore e la paura grazie ad un gesto coraggioso alla portata di tutti.  
Monica Fiorentino ci racconta tutto questo con un’attenzione ai particolari originale, marcata, e un’autentica “energia creatrice” che passa al lettore in tutta la sua intensità.

Per contattare l’autrice: angelo.dicarta@libero.it

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